PACIOLI AND MATHEMATICS – IN ITALIAN

Sunday, May 28, 2017

Luca Pacioli 1447 al 1517 – il padre della CONTABILITÀ

 

DEREK STONE BA FCA FRSA

 

TUTOR formatore senior presso la London Business School 1971- 1995

 

A giugno saranno cinquecento anni dalla morte di Fra’ Luca Pacioli, il cui trattato sulla partita doppia, ha rivoluzionato il mondo commerciale. Non dobbiamo lasciare che un anniversario così significativo possa non essere celebrato.

Pacioli ha raggiunto due cose importanti per la nostra professione; ci ha dato il fondamento su cui si basa tutto il lavoro finanziario, e lo ha fatto in modo confuso per i laici, come per assicurare il nostro lavoro per sempre!

Perché dico questo? Bene, addebitiamo un conto per poi incrementarlo, poi ne addebitiamo un altro per poi ridurlo. Inoltre, le banche ci inviano da sempre dichiarazioni che, se si deve la moneta bancaria, mostrano saldi e debito, ma se ci devono esse dei soldi, mostrano quelle di credito. È facile capire perché ci piace vedere la parola ‘credito’ e abbiamo anche usato la parola stessa come un encomio; “È un credito per la sua famiglia”, per esempio. Invece di rappresentare puramente istruzioni di localizzazione assumono connotazioni positive o negative.

Una volta ho chiesto al mio tutor di corrispondenza, molti anni fa, perché il doppio ingresso funziona così?” Non fare domande stupide, impara le regole e seguile”, fu la risposta.

Nel 1494 Pacioli scrisse il suo trattato che descrive il sistema di partita doppia che veniva utilizzato dai mercanti di Venezia; Lo ha chiamato il ‘Metodo di Venezia’ e lo ha incluso come appendice nel suo ‘Summa’, un compendio di tutto ciò che comprendeva la matematica in quel momento. Da matematico rispettato, sono certo che lui non l’avrebbe mai usato se non fosse stato sicuro che era di per sé un sistema matematico serio. Dopo aver letto il suo trattato molte, e moltissime volte, credo che il suo pensiero possa essere sviluppato secondo le seguenti linee:

  1. Pensate a un mondo degli affari come un’entità separata dai suoi proprietari, così, dal suo punto di vista, il netto dei proprietari equivale alla sua responsabilità.
  2. Se l’attività è affidata ai suoi proprietari ed ai fornitori, ai quali deve loro. Così l’uguaglianza di base è:

ATTIVITÀ = PASSIVITÀ

  1. Se l’impresa realizza un profitto, sarà debitrice verso suoi proprietari; come fosse uno schiavo, lavorando instancabilmente per i suoi proprietari, quindi:

ATTIVITÀ= PASSIVITÀ + PROFITTO

  1. Ma il profitto = RICAVI – COSTI, quindi:

ATTIVITÀ+ SPESE = PASSIVITÀ + RICAVI

È per questo che le attività e le spese sono trattate allo stesso modo in                                                                  partita doppia. Inoltre, le attività sono, in effetti, le spese nell’attesa di concludersi nel tempo; un po’ attraverso l’ ammortamento; un po’ subito consumato, come un pagamento per un portiere. (Pacioli non ha tenuto conto dell’ammortamento, ma lui ha scritto dopo che tutta la nave naufragò!)

  1. Non c’è l’equazione nel Metodo di Venezia. Questo è il modo in cui è stato eliminato: invece di:

ATTIVITÀ + SPESE = PASSIVITÀ + RICAVI

Questo è stato scritto come:

ATTIVITA ‘+ SPESE – PASSIVITÀ – RICAVI = 0

ed è poi proceduto ad ignorare lo zero ed i segni attaccati alle intestazioni delle colonne.

  1. Si tratta di un “numero con segno nel sistema colonna” L’ uguaglianza sarebbe preservata da sempre facendo due voci in due categorie di tipo + – (= 0). Questo è un sistema a partita doppia, ma presenterebbe questi due inconvenienti:
  2. Il mix degli elementi di più e meno insieme alle singole colonne renderebbe difficile per il commerciante vedere gli effetti cumulativi di tutti gli elementi più in proprio e allo stesso modo per tutti quelli che ne hanno meno. Sapendo, per esempio, la quantità di denaro che è arrivata e la quantità che è andata in un determinato periodo, sono le informazioni essenziali per un business.
  3. Il concetto di meno non è stato ben compreso nella popolazione generale (Nel 1494)
  4. La forma che il metodo di Venezia ha introdotto due colonne per ogni voce, una per più numeri con segni e l´altra con le due varianti, invece di:

 

ATTIVITÀ   SPESE     PASSIVITÀ   RICAVI (= 0)

– 2            + 2

+10                                     -10

ha scritto:

ATTIVITÀ   SPESE     PASSIVITÀ   RICAVI (= 0)

+         –          +   –            +      –            + –

2            2

10                                           10

Ora sono state inserite le colonne; i numeri vengono inseriti dove prima non c’erano. È stato un ‘Invio a sinistra e anche inserire lo stesso numero a destra’ del sistema.

La regola avrebbe dovuto essere seguita dagli impiegati e dai commercianti, ma il Metodo di Venezia già utilizzava i termini di debito e di credito (DR e CR). Al posto di ‘+’ e ‘-‘. Cioè spiegati molto bene nella logica originaria del Pacioli, perché ‘debere’ significava ‘dovere’ e “Credere ‘significava’ incaricarsi di ‘. Così abbiamo:

ATTIVITÀ     SPESE    PASSIVITÀ     RICAVI (= 0)

DR CR          DR CR         DR CR           DR CR

Ogni titolo è diventato una pagina in un libro mastro e la logica matematica, anche se ancora lì, nascosto alla vista: nessuna equazione, con più o meno segni in vista e mai alcuna necessità di utilizzare la sottrazione! (I saldi sono stati effettuati verso il basso con un’unica aggiunta.)

Per garantire che i conti siano corretti sono state necessarie due condizioni:

  1. a) che il totale delle voci di addebito è pari alla somma di quelli di credito. Questa è la ‘condizione necessaria’ in termini matematici, e
  2. b) che le entrate sono state controllate nel diario originale delle entrate per garantire il loro inserimento in modo corretto. Questa è la condizione ‘sufficiente’ in termini matematici.

Così Pacioli ha concluso che il suo trattato sulla partita doppia dovrebbe essere incluso nel suo libro matematico, ‘Summa’, sulla base matematica.

Probabilmente ha deciso di non includere le operazioni matematiche, spiegate sopra, perché i mercanti o i loro impiegati non le avrebbero capite e che avrebbero potuto mettere in discussione l’adozione del Metodo di Venezia, da lui stesso considerato come uno strumento essenziale nel mondo degli affari.

Egli si è spinto a dire: ‘Se lavorate nel mondo degli affari e non li conoscete bene, il vostro denaro volerà via come le mosche’

Un poeta moderno ha espresso in questo modo:

Che il denaro parlò

Non negherò

L’ho sentito una volta

E ha detto ‘addio’

Poiché all’epoca di Pacioli, una branca della matematica era riconosciuta come ‘teoria del gruppo’ e David Ellerman, un illustre professore di matematica, si rese conto che il Metodo di Venezia è stato uno dei primi esempi di tale gruppo; lo ha chiamato il ‘gruppo Pacioli’ in suo onore: se solo Pacioli potesse essere consapevole di questo.

Pacioli ci ha dato un sistema che era già pronto per essere informatizzato, come in effetti è stato, e sono sicuro che quando arriveremo alle stelle adotteremo il “Metodo di Venezia” con noi!

Quindi alziamo i calici e brindiamo in suo onore “Salute, Pacioli!”

 

(La versione più dettagliata di quest’articolo è disponibile per voi con il download (free) dal mio sito: understandaccounting.com)